Grüner Veltliner: tesoro enologico dell’Austria

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Grazie ad AIS Verona, a Franca Bertani – instancabile organizzatrice – e agli ospiti Willi Klinger ed Helmut Knall, una serata dedicata al Grüner Veltliner ha aperto per i presenti una finestra eccezionale sulle molteplici espressioni che può assumere questo gioiello enologico dell’Austria. Quindici etichette che spaziavano dallo spumante fruttato e fragrante al sontuoso e raro eiswein.
Il Grüner Veltliner è prodotto da uve di monovitigno a bacca bianca, incrocio fra Traminer e Sankt Georgen. Il vitigno, autoctono, copre da solo circa un terzo di tutta la superficie vitata austriaca ed è diffuso nel Burgenland, al confine con l’Ungheria, e soprattutto nel Niederösterreich, più settentrionale e confinante con Repubblica Ceca e Slovacchia.
Caratteristica comune di tutti i vini degustati è la freschezza aromatica che intreccia frutto croccante ed erbe aromatiche e che può declinarsi con la leggerezza e l’eleganza di un Kremstal Klassik o con la pienezza di carattere ed il frutto maturo di un Weinviertel, dai precisi sentori di pepe verde, o ancora con la struttura potente e pur sempre elegante di uno Smaragd (riserva) della Wachau o della Kamptal.
Anche per il Grüner Veltliner alcuni produttori sono alla ricerca di strade nuove. Wimmer-Czerny lavora il vigneto in conduzione biodinamica, raccoglie in vendemmia tardiva e fermenta con lieviti naturali. I suoi vini esibiscono eleganza corposa, aromi fruttati e maturi, pienezza e lunga persistenza, mineralità e finezza. Michael Gindl vinifica il suo “Buteo” con fermentazione naturale, riposo sui lieviti per sei mesi in vasche d’acciaio e nessuna filtratura. Il risultato è un vino in cui i caratteri varietali cedono ampio spazio a quelli evolutivi: mela ossidata, frutta secca, yoghurt, miele. Anche Zillinger conduce la sua vigna secondo i canoni della biodinamica e vinifica il suo Radikal con una lunga macerazione. Il risultato è un vino che si veste di paglierino carico, con sentori di frutta candita gialla, mela cotogna e spezie dolci e pungenti; intenso e lungo al palato.
L’immagine di Sant’Urbano, patrono dei vignaioli, introduce lo Smaragd Ried Schütt di Emmerich Knoll, un’istituzione nella Wachau. Abbigliato di paglierino tenue, all’olfatto il Ried Schütt è un cocktail di frutta tropicale e note agrumate che si ritrovano al palato con una struttura densa, vibrante di freschezza ed elegante lunghezza.
Come è noto, gli Eiswein sono vini dolci ottenuti dalla fermentazione di grappoli congelati, vendemmiati tardivamente all’inizio della stagione invernale, quando la temperatura scende sotto i −7 °C. La raccolta e pressatura dei grappoli congelati rende possibile una elevata concentrazione degli zuccheri perché, mentre questi ultimi non si modificano con la bassa temperatura, l’acqua all’interno degli acini si ghiaccia e si separa. Weinrieder produce un raro eiswein da Grüner Veltliner. Giallo oro, sontuosi profumi di arancia candita, camomilla, fieno, fiori di zagara, miele; amabile al palato, nonostante i 150 g/l di zucchero residuo, per il perfetto equilibrio con la freschezza, intenso e lunghissimo con un finale che ripropone la frutta candita e il miele con cui ammaliava l’olfatto.

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