Il taglio bordolese à la mode de Saint-Émilion

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Cosa fai se ti trovi a Bordeaux e hai solo un paio di giorni a disposizione per farti un’idea dei vini della Regione? O scegli due fra le Appellation più famose e visiti qualche produttore in ciascuna delle due o ti chiudi da Max Bordeaux, comperi una carta di degustazione e assaggi le trenta etichette disponibili al bicchiere. Va da sé che il dubbio è solo accademico. Invece, decidere le denominazioni da visitare è meno facile ed è motivo di tormento e di parecchi ripensamenti. Dove andare fra Médoc, Libournais, Graves e Sauternes-Barsac? Dai, restiamo sui vini rossi e dunque via Graves e Sauternes-Barsac! Bene, ma nel Libournais si va a Pomerol o a Saint-Émilion? E per il Médoc, vogliamo scoprire la finezza di Margaux o la potenza di Pauillac?
Alla fine, una decisione è presa e il nostro piccolo viaggio inizia a Saint-Émilion, affascinante cittadina situata sulle pendici di una collina che domina la valle della Dordogne: tappa sul Cammino per Santiago de Compostela nel Medio Evo, roccaforte durante la Guerra dei Cent’Anni e rifugio dei deputati girondini proscritti sotto la Convenzione. Dunque, una meta che unisce curiosità turistiche a quelle enoturistiche. Si narra che alcuni vigneti – Château Ausone, Château Figeac – risalgano alla dominazione romana e oggi Saint-Émilion è il centro di una monocoltura viticola che si estende per 5.400 ettari, un mare di vigne.
Il territorio della denominazione ha una ricca gamma di suoli: l’altopiano calcareo e la costa argilloso-calcarea che circondano Saint-Émilion danno vini ricchi di colore, corposi e robusti, mentre verso Pomerol il terreno ciotoloso produce vini di grande finezza.
Il merlot domina ampiamente sugli altri vitigni, completato dal cabernet franc e, in misura minore, dal cabernet sauvignon.
La denominazione Saint-Émilion può essere rivendicata da tutti i vini prodotti entro i confini della città e di otto comuni limitrofi. Nel suo ambito, l’Appellation Saint-Émilion Grand Cru stabilisce criteri di produzione più esigenti ed è oggetto di una classificazione secondo quattro livelli: Premier Grand Cru Classé A, Premier Grand Cru Classé B, Grand Cru Classé e Grand Cru.
Si dice che i vini denominati semplicemente Saint-Émilion esprimano una qualità piuttosto variabile e dunque decidiamo di visitare solo produttori classificati almeno Grand Cru Classé che ci aiutino a stabilire un point de référence. Una volta sul posto, la scelta si rivelerà azzeccata per valutare le offerte di degustazione gratuita nelle innumerevoli enoteche che tappezzano le viuzze medievali della città: vini a buon prezzo, spesso deboli e anonimi, ammanniti a turisti irreggimentati e disorientati.
Di seguito, le note di degustazione.
Château Trottevieille, Premier Grand Cru Classé B, 2011. Alcol: 14%.
55% merlot, 40% cabernet franc, 5% cabernet sauvignon. Ha maturato in barrique nuove per 12-18 mesi.
La veste è granato, profonda e compatta. Pulito ed elegante all’olfatto, offre un bouquet ampio di sentori floreali, fruttati, speziati e tostati: viola, ribes nero, prugna, mora, liquirizia e un tocco di cuoio conciato. Il sorso è avvolgente e concentrato. Secco, caldo, morbido, fresco e invitante alla beva. I tannini sono sottili e ancora crudi. L’equilibrio è ancora una promessa. Intenso e lungo, chiude con un piacevole ricordo di frutta matura. Un giovane signore elegante, ma non dandy.
Château La Tour Figeac, Grand Cru Classé, 2016. Alcol: 14,5%.
70% merlot, 30% cabernet franc. Maturato in barrique (66% nuove) per 13-15 mesi.
Si presenta rosso granato trasparente e vivace. Intenso e fine all’olfatto con un bouquet ricco di frutta, fiori e un tocco di macchia mediterranea. Il sorso apre asciutto, caldo, abbastanza morbido, fresco e con tannini pelosi. Sorprende positivamente dopo qualche minuto di presa d’aria con un bel corpo e nonostante un equilibrio ancora in divenire e un finale nervoso e amaricante. Un vino per chi non ama vincere facile.
Château La Tour Figeac, Grand Cru Classé, 2007. Alcol: 13%.
70% merlot, 30% cabernet franc. Maturato in barrique (66% nuove) per 13-15 mesi.
Dieci anni di età e un’annata piccola danno vita a un vecchio signore rilassato e di piacevole compagnia.
Rosso granato trasparente e vivace. Accarezza il naso con sentori di tartufo nero, frutti rossi e polvere di caffè, ben caratterizzati ed eleganti.
Apre al sorso pulito, secco, caldo, morbido, fresco e con tannino sottili e levigati. Di medio corpo, equilibrato, intenso. L’allungo è smorzato dalla perdita di vigore, ma reso piacevole dall’eleganza degli aromi fruttati riproposti come in una conversazione. Un vino che si declina tutto sulla finezza e sull’eleganza.
Château Troplong Mondot, Premier Grand Cru Classé B, 2011. Alcol: 14,5%.
85% merlot, 12% cabernet sauvignon, 3% cabernet franc. Maturato in barrique (75% nuove) per 18 mesi.
Splendida veste rubino compatto e quasi nero, consistente. Intenso, complesso e di grande eleganza all’olfatto: lamponi e more in bagna di liquore al mirtillo, liquirizia, menta, canfora e sottobosco umido. Accenni di cuoio. Il cabernet sauvignon accende aromi vegetali di grande finezza. Sorso pieno, secco, caldo, morbido e di piacevole acidità. Tannino di impasto fine e ancora giovanile, vibrante di energia trattenuta. Robusto, intenso, lungo e fine. Le note dure del tannino rallegrano il palato e il cuore. Ci sarà tempo per l’armonia.
Château Pavie, Premier Grand Cru Classé A, 2008. Alcol: 14,5%.
70% merlot, 20% cabernet franc, 10% cabernet sauvignon. Maturato 24 mesi in barrique (80% nuove).
Rosso rubino profondo, quasi nero. I profumi sono spiccati, avvolgenti, ampi ed eccellenti: menta, ribes nero, prugna, tartufo nero, polvere di caffè, liquirizia, sbuffi di vaniglia e un alone di erba sfalciata e gesso. Sorso cremoso, secco, caldo, morbido e fresco. Tannini di seta cruda. Robusto e profondo, molto intenso. Cavallo di grande razza ancora scalpitante al morso.
Ci aspetta ora Margaux. Già, alla fine abbiamo scelto questa Appellation al femminile, un po’ attratti dal nome grazioso e soprattutto perché forse più direttamente paragonabile ai vini di Saint-Émilion per la presenza più consistente di merlot rispetto a Pauillac.

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