Lessico minimo del vino

Come ci tramanda il grande mito della Genesi, non conosciamo il mondo finché non diamo un nome alle cose. E se questo è vero per la conoscenza in genere, lo è anche per quel segmento della cultura materiale che è il vino. Sandro Sangiorgi, nel libro “L’invenzione della gioia”, scrive che la descrizione è il primo passo del comunicare: porgere all’altro ciò che proviamo significa formarsi un’idea concreta e la strada non è la semplificazione dei termini, ma, al contrario, l’uso più ampio e vario degli attributi e dei sostantivi.
Per mio uso personale, ho messo insieme questo lessico minimo, traendo i nomi da varie opere, principalmente dal volume “la Degustazione” di AIS Italia e dalla “Guide Hachette des Vins”. Ho l’ambizione di pensare che possa essere utile a qualcun altro per trovare le “parole per dirlo”, come recitava un libro di tutt’altro genere, famoso negli anni settanta.
Resta il fatto che il vocabolario lo si affina gustando in compagnia un buon bicchiere, frequentando i grandi autori – Veronelli e Soldati per fare un paio di nomi – e confrontandosi con altri appassionati, per esempio nei tre livelli del corso Sommelier AIS.

Acescente: vino colpito da acescenza, difetto che si manifesta con un odore aspro pronunciato.
Affaticato: vino che ha perso provvisoriamente le sue qualità (a seguito del trasporto o di travasi) e ha bisogno di riposo per recuperarle
Aggressivo: vino che mostra troppa forza e aggredisce sgradevolmente le mucose a causa della sua acidità o tannicità.
Acre: vino che presenta un carattere acido troppo marcato combinato con un odore che ricorda quello dell’aceto.
Affumicato: odori vicini a quelli di alimenti affumicati, caratteristico tra gli altri del vitigno sauvignon.
Alcolico: vino squilibrato nel quale la sensazione pseudocalorica appare troppo marcata.
Amabile: si dice generalmente di vini bianchi con un tenore zuccherino fra secco e dolce.
Ampio: vino con una vasta tavolozza aromatica che riempie pienamente e lungamente la bocca.
Animale: insieme dei sentori del regno animale frequenti soprattutto bei vini rossi invecchiati: muschio, cacciagione, cuoio.
Aperto: vino dal naso maturo ed espressivo, in genere al suo apogeo.
Armonioso: vino equilibrato che lascia un’impressione di eleganza.
Aromatico: vino da varietà di uva che hanno naturalmente aromi pronunciati.
Aspro: vino che procura una sensazione rude, un po’ stridente, legata a un eccesso di tannini.
Astringente: vino che procura sensazioni tattili un po’ aspre e rudi in bocca. L’astringenza compare spesso in vini rossi giovani ricchi in tannini che hanno bisogno di arrotondarsi.
Attacco: prime impressioni percepite all’ingresso del vino in bocca.
Balsamico: odori di incenso, di resina, di bitume.
Beverino: vino leggero e piacevole che riempie bene in bocca.
Burroso: aroma che ricorda il burro fresco, presente in alcuni vini bianchi maturati in botte di legno o sottoposti a fermentazione malolattica.
Bouquet: caratteri odorosi che si percepiscono al naso quando si aspira dal bicchiere e in bocca col nome di aromi. Un tempo usato solo per vini invecchiati, il termine si applica oggi a tutti i tipi di vino.
Cacciagione: famiglia di aromi animali presenti in alcuni vini rossi che evocano la carne di cervo.
Caldo: vino che procura una sensazione di calore a causa della sua ricchezza alcolica.
Caramelloso: vino fresco e fruttato.
Chiuso: vino ancora giovane che non ha ancora acquisito un bouquet molto pronunciato e che ha bisogno di essere atteso per essere degustato.
Complesso: vino che dispiega dal primo naso al finale una successione di aromi vari e armonici gli uni gli altri e con la struttura. Lascia un’impressione prolungata di fascino e profondità.
Concentrato: vino ricco nelle sue componenti (zucchero nei vini dolci, tannini nei vini rossi, composti aromatici) che lascia un’impressione di densità, intensità e profondità.
Corposo: vino che ha una buona costituzione (struttura e sostanza) e del calore.
Corto: vino che lascia poche tracce in bocca dopo l’assaggio.
Cotto: carattere specifico dato dalla muffa nobile ai vini dolci che si traduce in un gusto e in aromi di candito.
Di vaglia: carattere di un grande vino rimarcabile per la sua eleganza e la sua finezza.
Dolce: vino con un tenore di zucchero residuo superiore a 45 g/litro.
Duro: vino caratterizzato da un eccesso di astringenza e acidità che a volte si attenua con il tempo.
Elegante: vino che presenta equilibrio, fascino e armonia senza la minima pesantezza.
Enveloppé: vino ricco in alcol e nel quale domina la morbidezza.
Equilibrato: vino con un buon equilibrio fra i suoi costituenti e sapori, in particolare: alcol e acidità nei vini bianchi secchi, alcol, acidità e zuccheri nei vini bianchi amabili, alcol, acidità e forza tannica nei vini rossi.
Erbaceo: odore o aroma un po’ ruvido che ricorda l’erba sfalciata o le foglie fresche.
Espressivo: vino evoluto che offre aromi marcati.
Femminile: vino la cui piacevolezza deriva dall’eleganza e dalla finezza piuttosto che dalla potenza.
Finale: impressioni più o meno durevoli che si avvertono in bocca una volta deglutito o sputato il vino. Il finale può essere corto o persistente.
Fine: qualità di un vino delicato ed elegante.
Fondu: vino, specialmente vecchio, nel quale i differenti caratteri si fondono armoniosamente per formare un insieme omogeneo.
Foxy: odore simile a quello della volpe e della cimice rilasciato dal vino prodotto da alcuni vitigni ibridi.
Franco: vino, o uno dei suoi aspetti (colore, bouquet, gusto) senza difetti né ambiguità.
Fresco: vino leggermente acido che procura una sensazione di freschezza.
Fruttato: vino generalmente giovane la cui palette aromatica è dominata da aromi di frutta fresca.
Generoso: vino ricco in alcol senza essere stancante.
Goloso: vino carezzevole e aromatico che invita all’assaggio immediato.
Grasso: vino che si mostra piacevolmente morbido in bocca.
Lacrime: Tracce lasciate dal vino sulle pareti del bicchiere quando lo si agita o lo si inclina.
Leggero: vino non molto colorato e di corpo leggero, ma equilibrato e piacevole; in generale, da bere abbastanza presto. Anche, vino squilibrato, troppo debole in alcol.
Legnoso: vino maturato in barrique che presenta gli aromi legati al contatto col legno: vaniglia e note tostate come legno strinato, caffè torrefatto, cacao.
Limpido: vino di colore chiaro che non contiene particelle in sospensione.
Lungo: vino i cui aromi lasciano in bocca una impressione piacevole e persistente dopo l’assaggio.
Masticabile: vino con spessore e volume tale da dare l’impressione di poterlo masticare.
Maturo: vino che mostra attraverso il suo colore, i suoi aromi e la struttura di avere raggiunto il suo apogeo e chiede di essere consumato rapidamente..
Minerale: vino che presenta una nota aromatica che ricorda le rocce (nei bianchi: selce, gesso, note saline, idrocarburi; nei rossi: grafite, scisti scaldati al sole). Queste sensazioni sono spesso associate a sensazioni di vivacità.
Molle: vino squilibrato per la sua mancanza di acidità.
Morbido: vino nel quale la morbidezza prevale sull’astringenza.
Muschiato: si dice di un odore che ricorda il muschio.
Nervoso: vino che marca il palato con caratteri ben definiti e una punta di acidità, senza tuttavia eccessi.
Netto: vino franco, dai caratteri ben definiti.
Odore: percepito direttamente dal naso a differenza degli aromi di bocca; gli odori del vino possono essere di una grande varietà, dai fiori ai frutti e persino alla cacciagione.
Passante: vino mediocre che passa in bocca senza lasciare traccia.
Persistenza: percezione di alcune caratteristiche del vino (sapori, aromi) dopo che è stato deglutito o sputato. Una buona persistenza è un segno positivo.
Pesante: vino eccessivamente denso che in bocca dà una sensazione di pesantezza e spessore, troppo carico di tannini o di zuccheri, mancante secondo i casi di morbidezza o freschezza.
Pétillant: vino leggermente effervescente nel quale la pressione atmosferica è meno forte che negli spumanti.
Pieno: vino corposo che in bocca si riflette con una sensazione di pienezza.
Pietra focaia: aroma che evoca l’odore della selce quando viene percossa.
Polposo: vino con buona densità e consistenza. Sinonimo: carnoso.
Primo naso: i primi sentori percepiti, prima di agitare il bicchiere.
Profumo: sinonimo di odore con una connotazione positiva.
Potente: vino al tempo stesso pieno, corposo, generoso e con un bouquet ricco.
Pungente: vino molto vivo e/o astringente, leggermente aggressivo.
Ransiò: aroma di noce e carattere particolare di alcuni vini liquorosi.
Ricco: vino colorato, generoso, potente ed equilibrato allo stesso tempo.
Ridotto: vino che presenta aromi che ricordano lo stantio e che possono liberarsi all’apertura di una bottiglia chiusa da parecchio tempo. Possono attenuarsi con l’aereazione.
Robusto: vino di buona costituzione con una presenza tannica che promette buone possibilità di invecchiamento.
Rotondo: vino la cui morbidezza e polpa danno l’impressione di una piacevole rotondità in bocca.
Ruvido: vino molto astringente che dà l’impressione di raschiare il palato.
Secco: vino fermo privo di sapore dolce (meno di 4 g/l). Per i vini spumanti, carattere leggermente dolce (dosaggio fra 17 e 35 g/l).
Setoso: vino morbido e vellutato con una sfumatura di armonia ed eleganza.
Severo: vino rosso generalmente giovane ancora chiuso aromaticamente e molto astringente.
Solido: si dice di un vino di buona costituzione, che possiede una buona struttura.
Speziato: odori e aromi che evocano le spezie: pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garofano.
Stantio: vino che ha perso tutti o parte dei suoi aromi a seguito dell’ossidazione.
Struttura: designa la struttura e la costituzione d’insieme di un vino.
Stucchevole: vino squilibrato, pastoso, sciropposo, la cui ricchezza eccessiva di zuccheri dà una sensazione di pesantezza.
Tannico: vino che lascia apparire una nota di astringenza dovuta alla sua ricchezza in tannini.
Tappo (sentore di): difetto del vino che si esprime con un sapore di ammuffito e carta vecchia, esito della contaminazione del tappo da parte del tricloroanisolo.
Teso: vino vivo e nervoso.
Tranquillo: vino non effervescente.
Untuoso: vino che in bocca si mostra piacevolmente morbido e grasso.
Vegetale: aromi di un vino, soprattutto giovane, che ricordano l’erba calpestata o la vegetazione. Gli aromi vegetali possono indicare una maturazione incompleta o una estrazione troppo forte.
Verde: vino troppo acido.
Veste: termine impiegato spesso per definire il colore di un vino e il suo aspetto esteriore.
Vivo: vino fresco, piacevole e leggero, con una piccola dominante acida, ma senza eccessi.
Virile: vino allo stesso tempo robusto, corposo e potente.

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